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COLPO DI FULMINE

 

Desert & Guapo

 

Capita...a volte...capita...
Quando meno te lo aspetti avviene!

 

 

♪ ♫ MUSIC ONE AIR ♫ ♪

P P P  P  For: 13 e lode > P


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Il silenzio che custodisce ciò che le parole non sanno dire


Ci sono silenzi che non nascono dall’assenza,
ma da una presenza così intensa da non aver bisogno di voce.
Silenzi che non allontanano, ma avvicinano.
Che non chiedono nulla eppure danno tutto.

Il silenzio nella vicinanza è un ponte invisibile:
un filo sottile che vibra tra due anime,
una corrente che scorre senza rumore
e porta con sé tutto ciò
che le parole non riescono a contenere.

È un gesto antico, quasi sacro:
un modo di dire “ti vedo” senza guardare,
“ti ascolto” senza parlare,
“ti sostengo” senza toccare.
È la forma più pura della presenza che non invade,
la più delicata delle carezze invisibili.

In quel silenzio condiviso,
l’altro non è mai solo...
è semplicemente lasciato libero di essere.
Libero di respirare, di sentire, di sciogliersi.
Libero di non dover spiegare nulla.

Il silenzio diventa allora
una candela accesa in una stanza buia...
non fa rumore, non pretende attenzione,
eppure illumina tutto ciò che sfiora.
È una mano appoggiata sull’anima, non sulla pelle.
Una mano che non stringe, ma sostiene.
Che non guida, ma accompagna.
Che non pretende, ma custodisce.

Quando due persone sanno stare insieme nel silenzio,
significa che hanno superato la soglia delle parole.
Hanno imparato a riconoscersi nei respiri,
nelle pause, nei piccoli movimenti dell’anima.
È lì che nasce la vera intimità...
non nel dire tutto, ma nel non dover dire nulla.

Il silenzio diventa un altare...
uno spazio sacro dove l’altro
può deporre la propria stanchezza,
la propria fragilità, la propria verità nuda.
E tu resti lì, non per riempire, ma per custodire.

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