Radar
Il Mouse Luminoso
Se mi perdo....
vieni a riprendermi
perché quello è il momento
in cui ho più bisogno di te.
È quello il momento
in cui capirò
quanto sono importante.
Chiamami, scrivimi...
guardami o fammi ridere,
ma fammi sentire che sei vicino.
Siediti accanto
e condividi il mio silenzio.
Fai in modo che il peso
dei miei pensieri
si divida per due...
Stringimi forte in un pensiero
così che la voglia di vivere
non possa fuggire da me ....
Se mi perdo nei miei silenzi
non sarà tua la colpa,
ma sarà colpa tua
se tornerò felice .
Avanzare....
Crescere....
Crescere non dovrebbe mai diventare
un processo di sottrazione,
ma di espansione.
Le piccole gioie non sono capricci infantili,
sono radici sottili che ci tengono vivi,
che ci ricordano chi siamo
quando il mondo ci chiede di essere altro.
Proteggere il nostro lato bambino
non significa rifiutare la maturità,
ma darle un cuore.
È quello sguardo incantato che ci salva dall’abitudine,
che ci permette di riconoscere la magia nei dettagli,
nei gesti gentili, nei sogni che continuano a bussare
anche quando siamo stanchi.
Crescere, in fondo, è proprio questo:
imparare a portare con dignità e tenerezza
quella scintilla antica, senza lasciarla spegnere.
Ricongiungersi.....
Sono Empatica e mi proteggo

Sì, lo sono certamente.
Come moltissimi di voi.
E quindi evito le masse, i luoghi affollati
perché lì vi sono troppe energie mescolate,
troppe energie in contrasto, troppe entità, troppe ferite.
E se devo recarmi in un luogo affollato allora mi proteggo,
e rimango in protezione finché non torno ad essere da sola.
Ma questo richiede fatica e non sempre ho l'Energia per farlo.
E quando ho voglia di compagnia
cerco frequenze compatibili con la mia, in risonanza,
ma se in quel momento non sono disponibili preferisco stare sola.
Questo mi pesa?
No, affatto.
Semmai mi dà sollievo.
Non può pesarmi qualcosa che mi fa stare bene,
e la Solitudine per me è esattamente questo:
è salute ed Equilibrio.
Eppure amo parlare con le persone,
e lo faccio sempre, ovunque mi trovo.
Ovunque scambio una parola
Ma non per molto .. perché anche parlare è faticoso,
in realtà parlare mi ruba tantissima energia,
soprattutto quando accade con persone
con cui non sono in risonanza.
Soprattutto quando accade con persone
che vivono molto nel dolore
e nella conversazione palesano tutte le loro ferite.
Ecco che cerco di alzare le vibrazioni
e se non riesco mi stacco emotivamente per non sentire tutto,
e molto spesso sono costretta ad allontanarmi.
È piacevole invece stare con le persone
quando si riesce a mantenere vibrazioni più alte,
dove c'è gioia e condivisione.
Ma anche in questo ho poca resistenza,
in quanto consumo molta Energia.
Questo perché le mie frequenze sono diverse,
e ho bisogno davvero spesso
di ricaricarmi ed isolarmi per poterlo fare.
Silenzio e solitudine, contatto con la natura e con gli animali,
ecco la ricarica, ecco la Connessione e la Cura.
Oppure il sonno, che è una vera medicina,
in quanto quando dormo mi nutro e mi rigenero,
perché torno momentaneamente a casa.
Spesso guardo con curiosità
le persone e il loro modo di divertirsi.
Guardo i locali affollati, e spesso comprendo
che in realtà non si stanno divertendo affatto.
Cercano piuttosto una fuga, o una panacea,
cercano sollievo dalla frenesia e dal dolore.
Li comprendo, comprendo profondamente.
Ma per me la medicina migliore, la cura più efficace
che mi nutre in profondità l'Anima
è la compagnia degli animali e della Natura.
Niente mi rende più felice che stare con loro,
semplicemente in silenzio
e godendo della reciproca compagnia.
In pace, e in totale apertura,
così che la mia Empatia possa sentire
tutta la loro purezza e tutto il loro Amore.
Ed in questo posso essere me stessa finalmente
senza stare in protezione.
Da loro non mi devo difendere.
Mi proteggono e io proteggo loro.
È uno scambio meraviglioso.
Ecco il sollievo, il vero sollievo per me.
E se anche voi vi ritrovate in queste parole,
vi sprono a non sentirvi in colpa per questo modo di essere,
e per questa selezione che è necessaria per il proprio benessere.
È del tutto naturale,
in quanto è parte di un passaggio
di trasformazione che stiamo vivendo.
Non è soltanto giusto
ma è doveroso cercare la compagnia di Anime affini,
e contemporaneamente amare e rispettare
il proprio Spazio Sacro, dove nessuno può entrare
se non la nostra Essenza,
che solo in quel modo si espande e cresce.
Non c'è nessun giudizio in questo modo di essere e di vivere,
ma soltanto una lucida consapevolezza
nel comprendere la diversità vibrazionale
che esiste ad oggi su questo pianeta.
Siamo in una terra di mezzo,
dove il vecchio se ne sta andando,
e il nuovo sta arrivando.
Dove il vecchio ancora persiste,
e il nuovo inizia a palesarsi.
E in questo turbine di Frequenze diverse
ci sono persone ancora più diverse tra loro.
E in queste diversità è ovvio e necessario
che ognuno si posizioni dove sente di stare meglio.
Certo che siamo "tutti Uno" in quanto
siamo tutti esseri della Creazione....
ma proprio perché la Creazione è varia,
ad oggi ci sono consapevolezze, visioni, percezioni,
e pensieri completamente diversi tra loro.
Ed è giusto che sia così,
è una scuola dove ognuno sta imparando qualcosa.
E in questo apprendimento nulla è più come prima.
Soprattutto noi.
Orientare i propri passi in base al proprio Sentire
Questa è la vera bussola.
E forse l'unica istruzione davvero utile che c'è.
La semplicità.....

La semplicità non fa rumore,
e proprio per questo parla più forte di tutto il resto.
È una grazia discreta, una forma di eleganza
che non ha bisogno di mostrarsi.
Vive nei gesti che non chiedono nulla,
nei silenzi che non pesano, nelle piccole cose
che non pretendono attenzione
e che pure sostengono il mondo.
È un ritorno a casa... la luce che filtra tra le tende,
il profumo del pane, un gatto che si accoccola senza domande,
una frase breve ma vera.
Sono cose che non tradiscono, che non si travestono,
che non cercano applausi.
La semplicità è anche un atto di dignità.
È scegliere ciò che è autentico,
lasciare cadere il superfluo,
non farsi sedurre dal clamore.
È dire: “Mi basta ciò che è vero. Il resto può scivolare via.”
Le cose semplici non sono mai banali.
Sono ciò che rimane quando togli tutto ciò che non serve.
Sono il cuore nudo della vita.
Chissà dove finiscono le parole non dette...

Le parole non dette non scompaiono.
Non sono fantasmi muti che evaporano nel nulla.
Restano sospese in una specie di intercapedine dell’Anima,
un luogo che non è memoria e non è futuro,
ma qualcosa di più simile a un respiro trattenuto.
A volte si depositano nel corpo,
come una vibrazione che non trova voce.
Altre volte diventano ombra, o eco, o una forma di energia
che continua a bussare da dentro.
E poi ci sono quelle che si trasformano:
maturano, cambiano pelle,
aspettano il momento in cui finalmente
potranno essere dette senza ferire, o senza ferirci.
Forse finiscono dove finiscono le stelle cadute....
non le vediamo più,
ma continuano a brillare da qualche parte,
in un modo che non sappiamo nominare.
“Le parole che non ti ho detto”racconta il peso del non detto e delle emozioniche restano sospese tra cuore e voce.Un brano intimo che trasforma silenzi e pensieri trattenutiin musica sincera.Il pianoforte diventa un rifugio dove emozioni, dubbie frasi mai inviate trovano finalmente spazio.Il brano racconta quelle notti passate a rileggere un messaggiosenza trovare il coraggio di premere “invia”,mentre il tempo risponde al posto nostro.Tra delicatezza e malinconia, la canzone esplora ciòche rimane nell’aria: parole sospese, domande irrisolte,sentimenti che non hanno mai trovato la strada giusta.E' una canzone che parla a chi ha tenuto troppo dentro,a chi avrebbe voluto dire tutto ma ha scelto il silenzio.Un viaggio emotivo che restituisce vocea ciò che è rimasto nascosto.
Il silenzio che custodisce ciò che le parole non sanno dire

Ci sono silenzi che non nascono dall’assenza,
ma da una presenza così intensa da non aver bisogno di voce.
Silenzi che non allontanano, ma avvicinano.
Che non chiedono nulla eppure danno tutto.
Il silenzio nella vicinanza è un ponte invisibile:
un filo sottile che vibra tra due anime,
una corrente che scorre senza rumore
e porta con sé tutto ciò
che le parole non riescono a contenere.
È un gesto antico, quasi sacro:
un modo di dire “ti vedo” senza guardare,
“ti ascolto” senza parlare,
“ti sostengo” senza toccare.
È la forma più pura della presenza che non invade,
la più delicata delle carezze invisibili.
In quel silenzio condiviso,
l’altro non è mai solo...
è semplicemente lasciato libero di essere.
Libero di respirare, di sentire, di sciogliersi.
Libero di non dover spiegare nulla.
Il silenzio diventa allora
una candela accesa in una stanza buia...
non fa rumore, non pretende attenzione,
eppure illumina tutto ciò che sfiora.
È una mano appoggiata sull’anima, non sulla pelle.
Una mano che non stringe, ma sostiene.
Che non guida, ma accompagna.
Che non pretende, ma custodisce.
Quando due persone sanno stare insieme nel silenzio,
significa che hanno superato la soglia delle parole.
Hanno imparato a riconoscersi nei respiri,
nelle pause, nei piccoli movimenti dell’anima.
È lì che nasce la vera intimità...
non nel dire tutto, ma nel non dover dire nulla.
Il silenzio diventa un altare...
uno spazio sacro dove l’altro
può deporre la propria stanchezza,
la propria fragilità, la propria verità nuda.
E tu resti lì, non per riempire, ma per custodire.




