C’è un luogo che non appare sulle mappe,
eppure esiste da sempre.
Lo chiamano il Bosco del Sorriso,
ma il suo vero nome lo conosce solo
chi vi entra con il cuore aperto.
È un bosco che non parla con le parole,
ma con i gesti silenziosi della natura:
il fruscio delle foglie che accarezza i pensieri,
la luce che filtra tra i rami come una carezza antica,
il profumo della terra che ricorda a ciascuno la propria origine.
Chi varca la sua soglia non cerca risposte... cerca respiro.
E il bosco glielo dona.
Ogni albero custodisce un sorriso diverso:
quello timido dei primi passi,
quello forte di chi ha attraversato tempeste,
quello fragile che chiede solo di essere visto,
quello luminoso che nasce senza motivo, come un dono.
Nel Bosco del Sorriso nessuno è mai solo.
Le radici si intrecciano come mani,
i tronchi si fanno sentinelle,
i rami si piegano per offrire riparo.
E quando il cuore si appesantisce,
il bosco lo alleggerisce senza chiedere nulla in cambio.
Si dice che chi si siede al centro del bosco,
dove la luce cade in un cerchio perfetto,
ritrovi la parte di sé che aveva smarrito.
Non perché il bosco gliela restituisca,
ma perché gliela mostra riflessa nella quiete.
Il Bosco del Sorriso non guarisce... ricorda.
Ricorda che la bellezza è semplice,
che la pace è un gesto,
che la felicità è un seme
che cresce meglio nel silenzio.
E quando te ne vai, il bosco non trattiene.
Ti accompagna con un soffio di vento, come a dirti:
“Porta questo sorriso dove serve.
Io sarò qui, ogni volta che avrai bisogno di tornare.
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