A volte restare fermi
sembra la scelta più semplice…
un modo per non rischiare,
per non perdere l’equilibrio,
per non affrontare il brivido dell’ignoto.
Ma l’immobilità
ha un prezzo silenzioso e altissimo:
il rimpianto, che scava piano,
come acqua che consuma la roccia.
La paura di avanzare
ci protegge dal pericolo immediato, è vero.
Ma allo stesso tempo ci sottrae alla possibilità
di diventare ciò che potremmo essere.
Perché il potenziale non muore di colpo…
si erode, lentamente,
ogni volta che scegliamo di non muoverci.
E allora sì, possiamo restare lì, immobili,
e lasciare che tutto rimanga com’è.
Oppure possiamo fare quel salto nel vuoto…
quello che fa tremare le mani e accelerare il cuore…
e pensare che sia stupendo.
Perché lo è davvero,
quando smettiamo di aggrapparci alla riva
e permettiamo alla corrente di portarci altrove.
Il coraggio non è assenza di paura: è fiducia.
Fiducia nel movimento, nella vita,
e soprattutto in noi stessi.

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