Ci sono attimi in cui sento il bisogno di uscire...
...non dalla porta di casa,
ma da quella sottile soglia che separa la mia essenza
dalla trama della quotidianità.
È come se la vita, pur presente,
non sempre mi parlasse nella lingua
che il cuore desidera.
E allora, senza fuggire, scelgo di tornare.
A me.
Al silenzio.
Alla sorgente.
Ognuno ha i propri ritmi sacri, pause che non si allineano
per fortuna a quelle degli altri.
Io ho imparato a onorare le mie.
Creo uno spazio che mi appartiene, un piccolo altare di ascolto
dove posso dialogare con ciò che pulsa dentro.
E lì, nel cuore di questo rituale, medito.
Chiudo gli occhi e mi lascio condurre
nel luogo che più mi accoglie: il bosco.
Non un paesaggio esterno, ma un grembo interiore.
I suoi alberi mi abbracciano come una madre antica,
il loro silenzio è musica che mi culla.
La brezza accarezza i rami come dita su corde invisibili,
e le foglie che danzano nell’aria sussurrano all’anima
come un violino che conosce il mio nome.
Appoggiata al tronco di un albero vivo,
sento la vita che mi attraversa.
È lì che ritrovo la gioia, quella vera,
quella che non chiede nulla.
E in quell’estasi gentile,
mi ricordo che vivere è un atto d’amore.
E che l’amore, quando è puro,
si dona e si riceve nello stesso respiro.
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